Storia del museo di mineralogia

dell’Ecole des Mines di Parigi

 

prima della rivoluzione francese

durante la rivoluzione francese

19° secolo

        dal 1800 al 1850

        dal 1850 al 1900

20° secolo

        fino alla seconda guerra mondiale

        dopo la seconda guerra mondiale

 

Prima della rivoluzione francese

Fino alla metà del XVIII secolo, l’arte delle miniere non era stata importante in Francia: alcuni sovrani, ministri o consiglieri avevano tuttavia fatto qualche sforzo, Carlo VI con le sue lettere patenti del 1413, che accordava dei privilegi e dunque dei doveri ai proprietari delle miniere e ai minatori, Luigi XI e la sua "Ordinanza sullo sfruttamento delle Miniere nel regno" del 1471, Henni W con i suoi Editti del 1597, 1601, 1604, Colbert tra il 1679 e la sua morte. Tuttavia alla fine del regno di Luigi XIV era stata restituita la libertà, a tutti i proprietari del suolo, di sfruttare il sottosuolo, perciò si realizzarono una molteplicità di esplorazioni minuscole e disastrose.

E’ necessario attendere il 1739 per avere una vera politica mineraria, per merito del grande intendente Trudaine che riprese la gestione delle Miniere e dei Ponte e Argini. Il decreto del gennaio 1744 indica chiaramente questo principio essenziale del diritto minerario francese, l’indipendenza della proprietà del suolo da quella del sottosuolo che non può essere sfruttato senza una preventiva autorizzazione dello Stato, questo decreto stabilì inoltre un vero regolamento tecnico degli sfruttamenti minerari.

Ma per avere delle miniere bisogna disporre di ingegneri e di tecnici senza dover sempre ricorrere agli stranieri (soprattutto dell’Europa centrale). Questi ingegneri sarebbero stati capaci di organizzare quello che in meno di cento anni diverrà la "grande industria" e trasformeranno l’Arte delle miniere in una vera scienza.

Con la nascita di questo nuovo interesse culturale, i trattati, le traduzioni di opere sulla ricerca e lo sfruttamento delle miniere, le relazioni di "viaggi mineralogici" si moltiplicarono. Dal 1766, i concessionari delle miniere furono tassati per il mantenimento della "futura" Ecole des Mines; l’anno seguente Guettard aiutato fin dall’inizio da Monnet iniziò l’inventario delle risorse minerarie del regno, che produsse i lavori di Jars, de Gensanne, de Grignon, Schreiber. Nel 1778, Sage mineralogista "insigne", chimico mediocre ma buon promotore riuscì a creare presso la Monnaie, dove si era insediato fastosamente con le sue collezione nel grande salone, una Scuola pubblica di mineralogia e di metallurgia docimastica di cui occupò l’unica cattedra. Per merito di questa Scuola, per i corsi "fioriti" che seppe tenere agli "appassionati della qualità", contribuì a creare un clima favorevole per la creazione dell’Ecole des Mines, istituita per decreto del Consiglio di Stato del Re il 19 marzo 1793.

Il Re essendo informato che l’arte di scoprire e di sfruttare le Miniere, non ha fatto nel suo regno i progressi che egli si aspettava, e dato che tra quelli che hanno ottenuto le concessioni, alcuni non ne hanno fatto alcun uso, altri vi hanno impiegato senza risultato dei fondi considerevoli; e quelli che erano riusciti, non avevano tratto quel profitto che si sarebbero aspettati per la difficoltà di trovare un Direttore intelligente: Sua Maestà si è resa conto dei differenti modi che si possono impiegare per spingere un genere d’industria da cui gli Stati vicini traggono grandi vantaggi, inoltre non è sufficiente incoraggiare la ricerca e lo sfruttamento delle Miniere, ma bisogna formare dei soggetti che conducano i lavori garantendo la sicurezza e l’economia, per questo motivo Sua Maestà ha deciso di fondare una Ecole des Mines.......

Lo stesso giorno il Consiglio emanava altri due decreti che regolavano le miniere di carbone e di metalli, questi tre tesi si integravano a vicenda.

L’Ecole des Mines così istituita era l’ottava in Europa dopo Iekaterinenbourg (Sverdlosk) nel 1730, Joachimsthal, Clausthal, Berlino, Friburgo, Chemnitz, Madrid. Collocata presso l’Hotel de la Monnaie, comprendeva due cattedre, una di chimica, mineralogia e docimastica occupata da Sage, e l’altra di fisica, geometria sotterranea, idraulica e lavori minerari occupata da Guillot-Duhamel, e da professori complementari. Gli studi duravano tre anni. Il decreto stanziava una somma annuale di 3000 franchi ( circa 200000 franchi di oggi) per creare 12 borse " in favore dei figli dei direttori e degli operai specializzati delle miniere che non avevano la possibilità di studiare a Parigi......".

Nel 1786, l’Ecole aveva 21 allievi (tra cui Brongniart) e aveva già formato quegli ingegneri che furono capaci di "fare uscire il Salnitro, il Ferro e il Carbone dal sottosuolo" quando furono chiamati dalla Rivoluzione e dall’Impero!

Nonostante l’entusiasmo e l’enfasi suscitati da questo periodo storico la realtà era meno felice e il momento si rivelò fatale per la giovane Scuola che, alla vigilia della rivoluzione francese, si trovò senza finanziamenti

 

Durante la rivoluzione francese

Con un decreto del Comitato di Salute pubblica del 24 messidoro dell’Anno II della Repubblica (12 luglio 1794), l’Ecole fu riorganizzata nel 1794 in pieno Terrore.

Passata sotto l’autorità dell’Agenzia delle Miniere istituita nel Messidoro Anno II (luglio 1794) l’Ecole des Mines fu collocata all’Hotel de Mouchy al 293, rue de l’Université , dov’è adesso ubicato il Ministero della Difesa Nazionale. Il decreto specificava la creazione di un Gabinetto di Mineralogia "contenente tutte le produzioni del globo e tutte le produzioni della Repubblica, ordinato secondo l’ordine delle località". Perciò gli ingegneri delle miniere dovevano "raccogliere tutte le sostanze fossili.....e inviare le collezioni ben etichettate" all’Agenzia delle Miniere. Il Gabinetto ricevette anche alcune collezioni private, che erano talvolta, il frutto di sequestri ordinati dal Comitato:

la collezione di Guettard,

i campioni, i modelli e la biblioteca di De Dietrich,

una parte dei campioni e della biblioteca di Lavoisier (restituita a Mme Lavoisier in seguito)

500 campioni provenienti dal Gabinetto del seminario di Saint-Sulpice,

Alla fine del 1794, l’Agenzia acquistò, dopo la sua morte, la collezione di Joubert.

Nel 1794, Hauy fu nominato conservatore, e Jérome Tonnelier guardia del Gabinetto di Mineralogia. Nel 1795, l’acquisto della collezione Nottin permise l’acquisizione di un grande zolfo di Cadice, di belle nagyagiti, e delle sideriti di Allevard nel 1796, l’Agenzia ricevette la maggior parte della collezione Boutin (vecchio Tesoriere generale Marina) di cui una buona parte proveniva dalla vendita Jacob Foster, collezionista e mercante inglese (1739-1806), avvenuta nel febbraio 1783.

Raccolte e acquisti continuarono fino al 1814: per esempio, nel 1799, una collezione di minerali del Palatinato nel 1801, numerosi e begli esemplari delle Alpi inviati da Champeaux nel 1802, l’Ecole ricevette da Friburgo una "Collezione minerale secondo il sistema tedesco" (Werner), ricca di 500 campioni. Tuttavia, i bei campioni minerali erano rari; possiamo stimare in 100000 il numero degli esemplari che costituivano le collezioni del Consiglio delle Miniere nel 1814 all’Hotel de Mouchy, ma queste collezioni erano costituite soprattutto da serie disordinate di minerali, rocce e "oggetti artistici".

Dopo otto anni di ottimo lavoro, un decreto del Consiglio del febbraio 1802, ispirato dalla tendenza fisiocratica del Consiglio delle Miniere, decise di creare, al posto dell’Ecole des Mines di Parigi, due scuole pratiche, situate in prossimità delle miniere, una a Geislautern nel dipartimento della Sarre (ferro, carbone, mineralogia, siderurgia), l’altra a Pesey nel dipartimento del Monte Bianco (metalli non ferrosi e sorgenti salate). Fu difficile realizzare queste scuole sul posto (soltanto la Scuola pratica delle miniere del Monte Bianco si attivò a Pesey (1803) poi a Moutiers per merito di Schreiber), esse scomparvero fisicamente con la fine dell’Impero nel 1815.

Dopo alcune gravi vicende, il Consiglio delle Miniere insediò di nuovo l’Ecole des Mines a Parigi sotto un regime di fatto - come se niente fosse avvenuto dopo il 1802 - nell’Hotel de Vendome, capolavoro di Courtonne, costruito nel 1707, sede dell’attuale Ecole, più o meno armoniosamente abbellita di vari elementi nel corso del XIX secolo. Nel dicembre 1816, un’ordinanza reale ristabilì definitivamente a Parigi l’Ecole istituita nel 1783.

 

19° secolo dal 1800 al 1850

Nell’agosto del 1815, l’Ecole des Mines si insediò all’Hotel Vendome. Nel 1816, Brochant de Villiers formò una collezione minerale di 800 esemplari seguendo il Sistema francese. Nel 1819, Dufrenoy partecipò all’organizzazione della collezione "orictognostica" che, un anno più tardi, comprendeva quasi 4000 campioni, provenienti in parte dalle collezioni Heuland e Lefebvre d’Hellancourt, dalla collezione Patrin (berillo, topazio, zircone, degli Urali e della Siberia), di esemplari che provenivano dall’Ecole des Mines di Moutiers, di bellissimi campioni di cuprite e di azzurrite di Chessy, donati da Jars nel 1817.

Nel 1825, l’Ecole des Mines e il Museo si contesero le collezioni Sage, che lui stesso aveva donato al re nel 1783 (in cambio di una rendita vitalizia di 5000 franchi) per costituire il Gabinetto della prima Ecole des Mines fondata all’Hotel des Monnaies. Sotto la Convenzione, era stato deciso il trasferimento delle collezioni al Museo, ma questo non avvenne a causa dei litigi tra l’Ecole des Mines, il Museo e il Politecnico; Sage amministrò dunque il suo "Museo dei Minerali" alla Monnaie, dall’inizio del Consolato alla sua morte, nel 1824. Lo Stato acquisì tutti i minerali, rocce e oggetti descritti nel Catalogo del 1784 e nel supplemento del 1787, e la Scuola ricevette 3000 campioni, dopo che il Museo ne ebbe prelevati 466, scelti tra i migliori.

Tra il 1825 e il 1845, la collezione di Mineralogia acquisì le collezioni Lelièvre, Juncker, Héron de Villefosse, Paillette, numerosi campioni degli Urali e della Siberia, esemplari della Transilvania spediti da Haidinger e numerosi minerali di Chili, doni di Domeyko. Nel 1845, la collezione comprendeva 5600 campioni di taglia media e 860 di grandi dimensioni; questa si arricchì della celebre collezione del Marchese di Drée (15000 pezzi), che comprendeva i minerali, le rocce e i prodotti vulcanici (3400) raccolti da Dolomieu, cognato del marchese.

 

19° secolo dal 1850 al 1900

Fino alla fine del 19° secolo, la collezione di mineralogia si ampliò regolarmente con doni o acquisizioni di esemplari eccezionali.

Nel 1850, acquisto del grande spato d’Islanda attualmente nella sala d’ingresso, per la grossa cifra di 3000 franchi; nel 1855, una superba serie di campioni di rame nativo dell’Ontario, dono di Rivot. Negli anni 1860 e 1870, entrarono numerosi campioni, nel 1876, entrarono 250 campioni provenienti da 80 doni fatti da una quarantina di mineralogisti o collezionisti, tra cui cinque friedeliti originali di Bertrand, la daubréelite di Domeyko, la daubréelite di Lawrence Smith, dei campioni di Seligmann, Mallard, Nerdenskiold, Gruner, Lucas Mallada.

Ricordiamo ancora, nel 1881, la collezione Adam (7000 campioni), interessante soprattutto per la rarità di alcuni pezzi; nel 1888, la collezione Delessert, molto ricca: circa 15000 campioni. Al momento della vendita dei gioielli della Corona, un buon numero di pietre preziose fu assegnate alla collezione: smeraldi, topazi, corindoni, etc.... Alibert, il celebre scopritore della grafite della Siberia, donò all’Ecole numerosi pezzi di grafite, nephrite, lapis-lazuli etc. Vi furono anche altri numerosi donatori, tra i quali segnaliamo soprattutto Eckley Coxe e Egleston, due allievi stranieri dell’Ecole, che donarono numerosi splendidi campioni.

Nel corso del XIXo secolo, l’Ecole ospitò numerosi mineralogisti di chiara fama: Brongniart. Berthier, Dufrenoy, de Senarmont, Daubrée, Mallard.

 

XXO secolo fino alla seconda guerra mondiale

Nel 1903, la società New Emerald donò due magnifici smeraldi su ganga provenienti da Takovaia negli Urali. Nel 1910, l’Ecole ricevette i lasciti di E. Bertrand, piccola collezione di 2000 pezzi di una qualità e di un interesse scientifico eccezionale. Se gli anni che precedettero la prima guerra mondiale furono generosi (1900 al 1913 : 1760 campioni), gli anni che la seguirono furono sempre più avari (400 campioni dal 1920 al 1939, tra cui la collezione Wendler nel 1936), e nel 1945, la collezione, come tutte le collezioni pubbliche francesi, sprofondò in un sonno profondo; i professori collezionisti, ed i loro amici amatori, erano scomparsi o in via di estinzione, uccisi dallo scientismo, dalla specializzazione, e da una certa disaffezione verso la natura, atteggiamento tipico tra le due guerre. A Parigi, Musei ed Ecoles des Mines esponevano molti campioni che erano classificati con dei sistemi ormai sorpassati (la classificazione della collezione di mineralogia dell’Ecole seguiva quella del "Traité" di Dufrenoy del 1859).

 

XXO secolo dopo la seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale, malgrado la sua furia distruttrice, portò grandi progressi nel campo delle geoscienze, e il dopo guerra liberò numerose energie in tutti i settori: in particolare, ci si dedicò ad una ricerca necessaria ed entusiastica sui materiali e sui prodotti energetici per la ricostruzione e il consumo civile, e questo in Francia, come nel resto del mondo, determinò uno straordinario slancio nelle scienze geologiche e determinò un rinnovamento delle collezioni.

Questo rinnovamento si è avviato all’Ecole des Mines dal 1949 con l’acquisto della collezione Glasser, che contava migliaia di campioni di piccola taglia (da 1 a 3 cm), ma ben cristallizzati.

Nel 1957, la direzione dell’Ecole chiese a Claude Guillemin di riorganizzare la collezione, lavoro che realizzò in cinque anni con i membri dell’Ufficio di Ricerca geologica e Mineraria.

Non era sufficiente adottare semplicemente una classificazione più moderna, occorreva fare una correzione completa, alleggerire la presentazione ed eliminare numerosi campioni esposti, al fine di valorizzare al meglio i pezzi conservati.

Dal 1957 al 1990, la collezione si è arricchita rapidamente grazie all’attività del Service de Conservation des Especes Minerales (S.C.E.M.), creato dal Bureau de Recherches geologiques et minieres (B.R.G.M.) con lo scopo di raccogliere, immagazzinare e ridistribuire i campioni minerali.

Nel 1988, l’Associazione degli Amici della Biblioteca e delle Collezioni dell’Ecole des Mines (A.B.C. Mines) fu creata con lo scopo di proseguire l’opera di arricchimento del Service de Conservation des Especes Minerales (S.C.E.M.) chiuso nel 1990.

Dal 1992, sotto la direzione dell’attuale conservatore , Madame Lydie Touret, decine di campioni tra cui molti provenienti da giacimenti scoperti recentemente ( Pakistan, Tanzania....), o da paesi da poco aperti al commercio dei minerali da collezione (Cina, Vietnam....) sono stati acquisiti grazie all’Associazione degli Amici della Biblioteca e delle Collezioni dell’Ecole des Mines (A.B.C. Mines).